Per anni si è pensato che l'Italia, soprattutto il nord, fosse un posto costoso dove vivere e fare acquisti. Ma un recente articolo di Igor Radić su Istarski racconta una storia diversa. Radić documenta la sua esperienza di acquisto di generi alimentari a Trieste, una città del nord-est italiano, e scopre che I prezzi dei generi alimentari in Italia sono spesso più economico rispetto a quelli della CroaziaIn netto contrasto con il passato, quando gli italiani attraversavano il confine per fare shopping economico in Croazia.
Contesto e riferimenti chiave:
- Il boicottaggio:
Di recente, c'è stato un movimento che invitava i croati a boicottare i supermercati locali a causa dell'aumento dei prezzi. L'autore, un po' scettico nei confronti della protesta, la usa come scusa per andare finalmente a fare la spesa in Italia, cosa che molti già fanno. - Perché Trieste?
- Trieste, città italiana vicina al confine con la Slovenia, è da tempo una destinazione popolare per gli acquisti dei croati, in particolare di quelli che vivono in Istria o a Zagabria.
- Molti prodotti, soprattutto quelli importati come pasta, caffè, olio d'oliva e dolci, sono più economici in Italia nonostante la Croazia sia un membro dell'UE.
- Le catene di supermercati croate (come Konzum e Plodine) sono spesso accusate di praticare prezzi eccessivi.
Dalla Croazia economica alla Croazia costosa
Fino a qualche anno fa, era comune per gli italiani, soprattutto per quelli della regione Friuli-Venezia Giulia, andare in Croazia per acquistare generi alimentari, carburante e altri beni di prima necessità a prezzi più bassi. Ma con l'aumento dei prezzi croati - ben prima che il Paese entrasse nell'Eurozona nel 2023 - questa tendenza si è invertita. Ora sono i croati a passare in Italia in cerca di offerte migliori.

Radić racconta come si sia deciso a fare il viaggio dopo aver sentito parlare di un breve boicottaggio dei supermercati croati a causa dei prezzi elevati. A Trieste, lui e sua moglie sono rimasti colpiti dai prezzi più bassi e dagli scaffali ben forniti.
"Non siamo stupidi": I prezzi dei generi alimentari in Italia attraggono i croati
Al supermercato, Radić ha incontrato Ružica, un pensionato arguto che ha imparato l'arte di fare la spesa in modo intelligente. "Ci costringono a controllare sempre i prezzi online, lo faccio sempre". gli ha detto mentre confrontava i prezzi italiani e croati sul suo telefono. Tra le differenze più evidenti:
- Piselli Bonduelle (3 lattine): 2,65 euro a Trieste vs. 3,69 euro a Konzum (Croazia)
- Pasta Barilla (500 g): 1,09 euro a Trieste contro 2,09 euro a Konzum
- Nutella (750 g): 6,49 euro a Trieste contro 7,39 euro a Konzum
- Olio d'oliva Farchioni (1 litro equivalente): Meno di 5 euro a Trieste contro 14 euro a Konzum
Radić osserva che questo tipo di discrepanza di prezzi costringe gli acquirenti croati a "esercitare le loro cellule grigie", come ha detto Ružica, e ad essere più strategici su dove acquistare i beni di prima necessità. Ritiene inoltre che le catene di supermercati croate stiano gonfiando artificialmente i prezzi a causa della mancanza di concorrenza. Forse la cosa più incredibile è che la Croazia è molto vicina all'Italia e ha una produzione alimentare significativa, il che rende la discrepanza dei prezzi difficile da giustificare.
La libera circolazione nell'UE e il futuro dello shopping transfrontaliero
Uno dei vantaggi principali dell'appartenenza all'UE è la libera circolazione delle merci, il che significa che i consumatori possono - e vogliono - cercare le offerte migliori indipendentemente dai confini nazionali. Con la semplificazione del confronto digitale dei prezzi e il miglioramento delle infrastrutture di trasporto, gli acquisti transfrontalieri diventeranno sempre più comuni.
Per le regioni di confine come l'Istria, questa dinamica sta già cambiando i luoghi di acquisto e la risposta dei mercati locali. Inoltre, sfida lo stereotipo secondo cui l'Italia è sempre l'opzione più costosa. In realtà, il Nord Italia, spesso considerato costoso, può offrire un valore migliore di alcune zone della Croazia.
Purtroppo per i croati, la loro economia è rimasta significativamente indietro rispetto a quella dei loro vicini settentrionali, la Slovenia. Poiché la Croazia è anche alle prese con una crisi demografica e con la fuga dei cervelli, il sentimento sulle prospettive del Paese è cupo.

Un segno delle cose che verranno?
Questa tendenza solleva anche questioni economiche più ampie. Se i prezzi dei supermercati continueranno ad aumentare in Croazia, mentre rimarranno stabili in Italia, un numero maggiore di croati si rivolgerà ai rivenditori italiani per fare la spesa? E i supermercati croati saranno costretti ad adeguarsi? Sebbene queste domande rimangano aperte, una cosa è chiara: per gli acquirenti più attenti vicino al confine, l'Italia si sta rivelando la scommessa più conveniente.